La magia della Spagna in un calice di vino

Il paese della movida e del flamenco è campione nella tradizione della viticoltura. Un sapere antico dal quale nascono vini che sono autentici capolavori Photo by frank mckenna on Unsplash

“Il buon vino rovina il portafoglio, quello cattivo guasta lo stomaco” recita un antico detto spagnolo. D’altronde il paese iberico, si sa, è uno dei luoghi dove la cultura della vite è più nobile, ricca e stratificata. Chi ha intenzione di pianificare uno o più viaggi in Spagna, potrà perciò scoprire questa meravigliosa terra non solo attraverso le sue bellezze architettoniche e la sua storia millenaria ma anche grazie alle sue eccellenze enologiche. Eccone tre che non è assolutamente possibile perdere.

Tempranillo

Si chiama Tempranillo l’uva dalla quale si ricava il “red rioja”, il più celebre vino spagnolo. Questa varietà, caratterizzata da una buccia spessa e da un’elevata presenza di antocianina - un composto polifenolico appartenente alla famiglia dei flavonoidi, dotato di alto potere antiossidante – rappresenta una risposta perfetta alle esigenze del mercato enologico globale. A seconda del suo invecchiamento, il Tempranillo può infatti coprire un’ampia varietà di aromi e sentori che spazia dalle fragole al ribes passando per ciliegie, prugne, cioccolato e tabacco. In questa ricchezza e versatilità risiede il segreto di un successo che fa del Tempranillo un simbolo della Spagna esportato in tutto il mondo (negli ultimi anni, Australia e Argentina ne hanno trapiantato le uve per replicarne la formula vincente).

Garnacha

Il Garnacha è un vino molto popolare non solo in Spagna ma anche in Francia, dove è conosciuto con il nome di Grenache. Il suo corpo medio e il colore rosso chiaro potrebbero trarre in inganno: questo vitigno ha infatti in serbo per chi ne degusta il nettare una travolgente esplosione di sapori in cui dominano fragranze di cannella e frutta candita accanto a note di arancia e pompelmo. La sua personalità e il suo carattere inconfondibili ne fanno un vino perfetto per l’autunno e l’inverno, stagioni nei quali si presta a mettere in risalto piatti come le verdure al forno, le costolette e la mitica fondue bourguignonne.

Monastrell

Irruenza e carisma sono il marchio irresistibile del Monastrell, vitigno conosciuto in Francia come Mourvèdre. Questa varietà, coltivata nelle regioni centrali della Spagna, specialmente nella zona di Jumilla, e fino alla costa mediterranea di Valencia, colpisce per il suo corpo intenso, con presenza abbondante di tannini, fragranti note di frutti neri e pepe nero. Più alto l’invecchiamento, maggiori i sentori di caffè, cioccolato e vaniglia che rendono questo vino ancora più piacevole e rotondo.

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Matteo G.

Blogger di lungo corso, fiero sostenitore del cazzeggio via web, frequentatore di bar poco raccomandabili, cinefilo incallito. Una laurea, presa senza fretta, in Scienze della Comunicazione.

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