Si può ampiamente ammettere che la Romagna sia una terra simbolica per tanti motivi di vissuto nella storia del turismo e del viaggio in generale per la ricchissima produzione cinematografica che l’ha esaltata, producendo anche degli stereotipi di grande impatto. In seguito la terra romagnola si è affermata per la grande varietà di offerte e attrazioni per i tantissimi turisti, spesso stranieri, che vi venivano a soggiornare e la qual cosa, unitamente alle leggenda dei “Vitelloni”, anch’essa consacrata da una certa filmografia, ha permesso di creare un vero e proprio mito con un seguito di autentiche leggende metropolitane.
Di certo è avvenuta una trasformazione negli anni, graduale ma inesorabile, come già anni fa veniva evidenziato nei cosiddetti “tempi non sospetti”, http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/08/02/ormai-latin-lover-non-abitano-piu.html , ed oggi la Romagna si ristruttura con grande velocità e destrezza in quella che, oramai, è vista come l’industria del turismo con tutti gli addentellati di questa definizione.
La nostalgia, però, regna sovrana e le storiche nazioni estere che della Rivera Romagnola hanno fatto la gloria, e la gioia si direbbe, oggi si disperdono su tantissimi lidi e aree geografiche di terre vicine e lontane; ma, a Rimini ne sono sicuri, l’irripetibile stagione del Playboy, non sarà imitabile da nessuno degli abitanti di Mykonos o Bodrun (http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/zanza-vitellone-plyaboy-pensione-1.838310); Miami, chissà? Ma non per questo la terra del Rubicone e della sua Riviera smette di contribuire alla bella, tutto sommato, immagine del Belpaese; lo fa in modo diverso e riscoprendo antiche tradizioni e sapori, lo fa con sagre e feste condite di simpatia e stare insieme http://www.giraitalia.it/sagre/48050_sagra_della_patata_e_festa_degli_gnocchi.html .
Molte volte la Romagna prova a recuperare le proprie radici e la propria terra nell’idea che oggi la qualità sia meglio del chiasso.
Ma rimane, sempre e pervicacemente, quella grande meta per i giovani e giovanissimi in cerca di divertimento e di legittime emozioni legate alla loro età e voglia di “diversità” dalla vita quotidiana invernale e autunnale, le sensazioni cui non si rinuncia per una passeggiata tra stands di crescentine e gnocchi a tavola. La Romagna quindi è alla ricerca di una convivenza, se si vuole, tra sapori di un tempo, vecchie glorie ed eventi della post modernità (http://www.rndpromotion.com/party/magnetik-electronic-festival-summer-edition-2016.html ) che, al contrario delle “disco” dell’epoca dello “Zanza” e di Claudio Cecchetto, impongono un altro tipo di approccio, di tolleranza, ma anche di attenta gestione per via di problematicità ben meno allegre di quelle provocate da qualche cuore affezionato o indigestione di Sangiovese.
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